Non ha quella voce da divo che ti aspetti, e nemmeno la parlata sciolta. Rimane piuttosto raccolto, nei pensieri, negli slanci: ogni cosa che dice, è preceduta da grandi sospiri. Jason O’Mara, così. Il protagonista “un po’ timido e un po’ impaurito” del kolossal Terra Nova, la serie prodotta da Steven Spielberg che punta a diventare l’evento televisivo dell’anno, con una famiglia (gli Shannon: O’Mara fa papà Jim) catapultata nella preistoria per salvare l’umanità dalla fine del mondo, prevista per l’anno 2149. Definita una via di mezzo tra Jurassic Park e Avatar, Terra Nova arriverà in Italia, su Fox (canale 110 di Sky), in prima serata, martedì 4 ottobre: ma l’anteprima, a sole 24 ore dalla messa in onda negli Usa, c’è stata ieri al RomaFictionFest, anche se sul tappeto rosso ha sfilato solo un enorme dinosauro. “Siamo ancora in Australia, la postproduzione non è ancora finita…”, racconta O’Mara al telefono.

C’è questo fatto curioso: i dati di ascolto, per il lancio americano, non sono confortanti. Budget da capogiro, ma solo 9 milioni di telespettatori hanno visto la prima puntata di due ore (anche se, i primi commenti, parlano di una pesante controprogrammazione della CBS e ABC), e ora si aspetta con ansia il secondo episodio della serie. Per quel che riguarda l’Italia, l’attesa è alta. Anche per la mano di Spielberg, che come racconta O’Mara, è determinante: “La storia che anima ogni episodio è intricata, e la presenza fissa di almeno un dinosauro per puntata è già un bel colpo d’occhio. Poi, c’è il paesaggio: inquietante e figo, allo stesso tempo. Per noi è stata dura girare nella foresta, con serpenti, rospi, e animali striscianti di ogni tipo. Ogni episodio vale una decina di giorni di ripresa: e anche questo fa capire la grandezza dell’impresa. Poi, c’è questo fantastico rapporto tra animali e umani, molto caro a Spielberg: basti pensare a ET, e al sentimento che lo anima”.

L’idea è questa: gli scienziati hanno scoperto una frattura nell’universo, per ripercorrere il tempo all’indietro: e solo una famiglia potrà entrare nella macchina del tempo, per costruire un nuovo sistema di sviluppo. “E noi siamo stati i fortunati…”. Ma è il messaggio, alla base della trama, che lancia questa serie tv. “Ci facciamo sempre tante domande su cosa facciamo al mondo, e si hanno sempre risposte filosofiche o frasi fatte, beh, invece, il nocciolo di tutto, come racconta la serie, è la famiglia, cioè il gruppo perfetto, che può risolvere ogni tipo di problema. E per cambiare il futuro, per salvarci, bisogna ripartire dal passato, rimettendo in discussione tante cose apparentemente ovvie: con l’aiuto di una brava moglie, e un ottimo marito…”.


(dalla Gazzetta dello Sport, 28 settembre 2011)