La pausa, meno male. Non è che la Nazionale mi fa impazzire. E’ che così posso riguardare alcune partite dei campionati inglesi e spagnoli. Perché ci sono Real, Barcellona, Manchester, che ad ogni partita rifilano dai 4 ai 6 gol alle avversarie, e certo non si accontentano, o giocano di mestiere (da segnalare anche un recente milwall-west ham, assolutamente da rivedere). Da noi, invece, lo spettacolo piange un po’. Sarà, come dicono, che quest’anno la nostra serie A è livellata verso il basso, però emozionarmi per l’attuale classifica, ancora non ce la faccio. Neanche l’espulsione di Ranieri mi ha risollevato: quell’uscita (“è la prima grande squadra che alleno”) il giorno dell’arrivo in nerazzurro è stata veramente una caduta di stile (avrebbe dovuto esserci, all’Olimpico, la giornata successiva, per sentire la risposta che gli ha riservato lo stadio).
Aspetto il derby di Roma, previsto per la prossima giornata. Nel frattempo, seguendo in tribuna stampa la Roma e la Lazio, altre cose bizzarre, ne sono capitate parecchie. Per dire, Osvaldo che ora viene messo sotto stretta osservazione da Prandelli, per un posto tra gli attaccanti della nazionale, è una. José Angel in difesa, è un’altra. Le critiche a Luis Enrique, ancora un’altra. Dall’altra sponda, poi, c’è il semi-litigio avvenuto tra Reja e la città: di cui proprio non si capisce l’origine. Lui, veramente, è una persona a modo, per bene, che non parla mai a sproposito e nemmeno riesce ad alterare il tono della voce, figuriamoci le espressioni. Sarà per Zarate all’Inter? Mah. Premetto che io sono l’autrice del libro su Zarate (“Così parlò Zarate”, Limina, gennaio 2010), perché durante la sua prima stagione alla Lazio, il talentuoso argentino ha fatto miracoli, contrapponendosi addirittura a Totti, e sostituendo il mito ormai lontano di calciatori biancocelesti del passato. Ma, poi, bisogna ammettere, dopo quest’annata iniziale, c’è stato il vuoto. Fisico, tecnico, intellettuale.
Per il resto, sono andata alla presentazione della Montepaschi Siena di basket, la settimana scorsa. E per un palazzetto di 7000 persone è stato allestito uno spettacolo veramente bello. Con il presidente della Mens Sana che, nel suo discorso iniziale, ha ringraziato tutti. Ma proprio tutti, pure quelli che puliscono. E con la squadra che girovagava per il parcheggio, salutando i tifosi, parlando con la gente, fino ad un minuto dall’inizio della cerimonia. Roba che da noi, nel calcio, sarebbe impensabile, neppure per una squadra di serie B.
Ps: Però, beh, ecco, in questa pausa di campionato, per chi è dalle parti di Pesaro, venerdì sera presento il mio “Prossima fermata: Highbury” (edizioni Scritturapura, 2010), al Festival del Racconto Sportivo (si chiama Overtime, ed è la prima edizione), e sul palco con me ci sarà Giancarlo Padovan (anche firma del Fatto Quotidiano), oltre a un allenatore (una sorpresa, per ora, il nome) che ha calcato i campi inglesi.