La Londra classica di cui si parla in questi giorni, certo, è quella delle Olimpiadi: l’intera città è cambiata, in vista dei Giochi di quest’anno, ed è bello scoprire le tracce di Casa Italia sparse ovunque. Ma se si vuole fare un percorso alternativo, c’è un’altra Londra da scoprire: quella che segue le strade solcate da Nick Hornby. Lui, lo scrittore inglese, diventato famoso anche in Italia per il libro da cui è stato tratto il film Febbre a 90 (in inglese Fever Pitch), è il più grande tifoso dell’Arsenal, e dai suoi scritti, estrapolando qua e là i segnali che lancia pure sulla musica (altra sua passione, altro libro di successo è stato Alta fedeltà), è possibile tracciare un percorso diverso, in giro per la città.
Sulla strada che porta al vecchio stadio dell’Arsenal, c’è tutto Hornby. C’è la Londra che piace allo scrittore, al tifoso dei gunners, e al perfetto gentiluomo. La passeggiata davanti alle case basse, colorate, piccole, che costeggiano il tratto che parte dall’Underground Arsenal, fino all’ingresso dell’Highbury Stadium, di cui ora è rimasta solo la facciata, è intrisa di riferimenti hornbyani. Dentro alla facciata del vecchio stadio, ci hanno costruito un residence. E incontriamo un signore con il fazzoletto nel taschino della giacca che pulisce la sua Bentley, parcheggiata davanti al portone di casa: si chiama Bob, ha 58 anni, e ricorda “quando è uscito il film Fever Pitch, ci siamo tutti identificati in lui, e nelle sua vita scandita dalle partite dell’Arsenal”. C’è pure il vecchio magazziniere dello stadio, che ora lavora al residence come portinaio: si chiama Stanley, ha 71 anni, ma parla controvoglia. Mentre, i campi verdi, dove giocavano Tony Adams e David Seaman, ora sono tante piccole aiuole per cani.
Scendendo verso Islington, si trovano altre curiosità appese ai muri di Starbucks, dove si beve un caffè ristretto, guardando locandine di squadre di calcio e rugby, e storici gagliardetti. Ad Essex Road, c’è un prezioso negozio di vinili: al bancone di Haggle Vinyl ci accoglie Stephan, felpa verde, niente sorriso: “Che musica viene ad ascoltare Hornby? Scott Walker, gli Oasis, Clash, Marvin Gaye. Per noi, lui rappresenta chi lega i suoi ricordi ai gruppi musicali”.  Si può ancora girare, alla ricerca di altri suoi posti: scendendo verso Hide Park, dove passeggia; entrando nella libreria di Angel Square, dove legge i giovani autori inglesi che parlano di sport; mangiando pesce a Covengarden da Sheekey o fermandosi davanti a St. Mary Church, dove trae ispirazione. Ma è tardi…è l’ora della partita, i tifosi stanno già prendendo la metro per andare allo stadio, meglio non andare controcorrente.


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