La cosa bella di parlare con Margherita Hack, è che puoi chiederle qualsiasi cosa. Lei risponde a tutto. Con una velocità simile a quella della luce. Ma senza superarla. «Certo, è insuperabile quella: la velocità della luce è l’unica certezza che abbiamo nella nostra vita». Ci sono due cose da cui partire, in questa chiacchierata con lei: la visita per la patente, che era prevista per ottobre; e la sua candidatura alle elezioni del 2013, con un nuovo partito. Ma nessuna fretta di fare titoli, con Margherita Hack. Tanto le sue risposte sono così tranchant, così dritte, così ironiche e chiuse, che andrebbero tutte portate in alto.
Dunque, partiamo dalla sua visita per la patente: tutto bene?
Sì, l’ho fatta l’altro giorno, tutto bene. Il problema è stato del primo medico che ho contattato, e che non visitava persone oltre gli 85 anni. Ma c’è gente limitata in ogni settore, non è detto che se sei medico, allora sei intelligente.
E il nuovo medico, poi l’ha visitata? 
Certo, a parte un problemino al cuore, l’ho passata. Ho tre bypass io, era normale che mi dicesse così. E mi hanno rinnovato la patente per altri sei mesi. Ci vedo bene, ci sento bene, ho i riflessi pronti, che cosa serve di più?
Niente, ha ragione lei. Che macchina guida?
Una Panda. Nella mia vita ho avuto solo macchine Fiat, ci ho sempre tenuto al marchio italiano. Seguendo i modelli Fiat che ho guidato, si può ricostruire la storia d’Italia: sono nata nel ‘22, ho portato la 500 Topolino, la giardinetta, la 850, la 124, la 127, la Tipo, e la Uno. La Uno era indistruttibile, per quasi vent’anni. Poi, diversi modelli di Panda. Ma Marchionne sta rovinando una cosa grande e bella che avevamo, sta contribuendo all’implosione del nostro Paese. Se pensa che producevamo i computer, con l’Olivetti; facevamo le radio, con la Geloso; i televisori, con la Mivar…e adesso, che produciamo noi? Niente, prendiamo tutto dall’estero. E lui, Marchionne, ci ha dato il colpo di grazia.
Non le piace Marchionne, eh?
No, per niente. Dovrebbe pensare a innovare, invece che chiacchierare a vanvera, e dare la colpa poi alla poca produttività degli operai.
Ha pure parlato male della sua Firenze…
È un uomo rozzo e ignorante, che non capisce la bellezza. E non sa dare senso alle cose.
Renzi, come sindaco, invece?
Come sindaco, va bene: ha umanizzato tantissimo la città. Come rottamatore, va benissimo. Che rottami il più possibile, che mandi via tutti, e poi vediamo però chi metterci. I politici attuali sono quasi tutti da buttare via.
Non vuole che vinca le primarie del Pd?
No. Renzi viene dalla Margherita, questo stampo non se lo toglie, e io lo trovo tremendo. È un furbetto, e pure un ex-scout, io non lo voto. È solo un bravo pierino, ma tutti lì.
E lei chi vota?
Io? io voto Vendola. Lui mi piace, perché mi da fiducia per quello che dice. Ci mette entusiasmo, non è finto, e ha tanta voglia di fare e cambiare questo Paese. E poi sono per il riconoscimento delle coppie omosessuali.
Ma lei si è candidata per le elezioni del 2013, con il partito “Democrazia Atea”?
Mi hanno candidata, è diverso. Io ho accettato, come ho sempre accettato quando qualcuno portava avanti il mio nome, per nobili cause: ma poi quando si è trattato di occupare una sedia, ho sempre lasciato il posto a un altro: come nel caso delle elezioni regionali del 2005 con i Comunisti Italiani; poi nel 2006, in molteplici circoscrizioni della Camera; o come con Diliberto nel 2009, oppure l’anno dopo con la Federazione della Sinistra. Se mai avrò la possibilità di portare avanti i miei valori, lo farò con entusiasmo. Salvo poi lasciare i posti ai giovani.
Quali sono le cose per cui vale la pena ancora combattere?
Quelle basati su un’esistenza atea, priva di alcuna religione. Credo in tutto ciò che ha una base scientifica, credo nella materia, non credo in dio, nell’anima o nell’aldilà. Dio è un’invenzione per spiegare cose che non sappiamo. Miracoli o madonne che piangono sono illusioni o fenomeni naturali non compresi: ma perché non ridono mai, ‘ste madonne? Siamo al mondo, per domandarci chi siamo e da dove veniamo. Dio è un’ipotesi non necessaria, per spiegare l’esistenza dell’uomo. Per non parlare dell’astrologia. Ma io sono astrofisica, quindi di parte.
Lo sa che abbiamo tolto, da pochi giorni, l’oroscopo dal nostro giornale.
L’oroscopo è una scemenza per perdere tempo. L’astrologia è un residuo di ignoranza del passato. Le stelle non influiscono sulla vita dell’uomo. Il futuro dipende dalle nostre azioni.
Ma la chiesa, muove ancora tante cose.
È un dramma, ma la chiesa e la religione non esisteranno in eterno. Tutto avrà una fine. Se si pensa che tra 5 miliardi di anni, Mercurio, Venere, la Terra verranno inghiottiti dal Sole.
Ha letto che i nuovi Nobel per la fisica hanno messo in discussione le sue idee?
Sì, è vero. La scienza è in continua evoluzione, sono felice. Hanno dimostrato che l’universo è in espansione, con una forte accelerazione: hanno fatto una grande scoperta, esiste una forza che si oppone a quella di gravità, ma non sappiamo cosa sia: sicuramente energia oscura. Comunque, continua ad esserci molta ignoranza, gli argomenti di fisica vengono trattati con troppa superficialità dai media.
Come commenta la sentenza dei giudici per il sisma dell’Aquila?
Anche tra i giudici c’è tanta ignoranza: un terremoto non si può prevedere! E le facoltà scientifiche continuano ad avere cali di iscrizione…
Perché, secondo lei?
Certo non aiuta lo stato precario dei ricercatori italiani: è un disagio grosso per il nostro Paese. Anche se c’è gente che vorrebbe fare fisica, o chimica, o ingegneria, viene demotivato dalle scelte sciocche di chi ci governa. Siamo un paese in via di sottosviluppo.
L’ultima uscita della Fornero, la condivide?
Dice che i giovani non devono fare gli schizzinosi, ma allora che facciano degli investimenti! Perché non si punta su di loro? Non esiste meritocrazia, lo sa questo la Fornero? Io conosco tanta gente laureata in facoltà scientifiche, che poi fa i lavori più diversi. Lei in cosa è laureata?
Fisica, come lei. Ma nucleare. 
Bello! E oltre a questo giornale, dove ha lavorato, o provato a lavorare?
Anche cinque anni alla Gazzetta dello Sport. Prima di questa: radio, tv, e altri giornali.
Le persone laureate in fisica, hanno una visione del mondo più completa, e aperta. Ma vengono sempre viste, in una comunità diversa da quella scientifica, come aliene, persone fuori dalla norma, non etichettabili: e allora si cerca di sminuirle. Ha fatto la giornalista per scelta?
Sì, per passione. Seconda passione: la prima è stata la fisica, ma si è conclusa con la laurea.
I giovani sono coraggiosi. E la Fornero vive fuori dal mondo. Che se ne vada. E pure tanti altri politici. La gente con passione, deve avere tutte le possibilità per cambiare, per provare. Tanti giovani si rimboccano le maniche, ma non vedono la luce, perché costretti a vivere situazioni di nonnismo, familismo, e altre brutture italiane. Ai miei tempi era più semplice, dopo due o tre anni che eri precario, c’era un concorso, e potevi andare avanti, avanzare, crescere. Adesso, i precari vengono trattati come in una condizione di instabilità normale, che schifo.
Prendiamo il caso dei 250 ricercatori precari dell’Ingv che il 31 dicembre saranno a casa.
È un dramma, è una cosa per cui bisogna lottare affinché non accada, ma i ricercatori non fanno notizia. E noi ne abbiamo sempre meno. Tutto questo fa parte dell’impoverimento dell’Italia. È assurdo aver tagliato sulla ricerca.
Che consigli dà ai giovani che la circondano?
Consiglio di tenere duro, di stare in Italia, e di fare la rivoluzione. Con le idee, con le proposte, con la rete, possono arrivare dove vogliono.
Lei viaggia tanto in internet?
Certo, mi sveglio ogni mattina alle 6.30 e la prima cosa che faccio è accendere il computer, navigare, entrare nei siti scientifici, ma anche nei social network. Mi tengo informata su tutto. Poi, leggo i giornali, e scrivo. Scrivo tanto.
Non mangia?
Poco, e male. Niente carne: altrimenti, mi sembra di mangiare cadaveri.
E il ferro come lo assume?
Machissenefrega del ferro. Magari i carciofi ce l’hanno? Oppure, il Cynar, ecco, sì, quello contiene ferro. Morirò vegetariana, e nemmeno tra tanto tempo. L’importante sarà non soffrire.
Qual è l’ultima notizia che ha letto con gioia?
L’addio di Berlusconi. Già il paese aveva pochissima moralità, rispetto al passato: con Berlusconi è peggiorato. È radicato ovunque il suo modo di vivere. Intorno, ha solo gente come lui, se li è scelti apposta. Non ce li toglieremo di torno così facilmente: quando sarà, visto che io non ci sarò più, brinderete anche per me?
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