Senza l’Italia in campo, ora il tifo italiano si divide: chi preferisce restare in Europa ed appoggiare la Germania, l’Olanda, o l’outsider Belgio, o chi prova uno slancio irrefrenabile verso la Colombia e i suoi colori, altri invece che si appoggiano agli argentini per respirare lo stesso un po’ di aria di casa anche agli ottavi di finale di questa Coppa del Mondo brasiliana, che per noi resterà solo nei sogni. Girando tra la gente, entrando nelle opinioni dei tifosi, curiosando nei ritrovi, ascoltando i commenti, spulciando nei social network, ci siamo fatti una nuova – e personalissima – classifica, sul nuovo tifo italiano post-eliminazione dai gironi: ecco quindi per chi tiferemo dagli ottavi di finale in poi.

 

Dunque, all’ultimo posto naturalmente non poteva che esserci l’Uruguay di Suarez e dei suoi denti: la voglia in Italia di vedere presto uscire dalla Coppa la squadra Celeste è al di sopra di ogni altro desiderio, le foto taroccate sulle bacheche dei social network però stanno facendo divertire tutti, ma guai a vederli ancora giocare nelle fasi finali. Un gradino sopra mettiamo il Costa Rica, altra squadra che ha battuto l’Italia, e quindi non può avere una posizione peggiore: i giochi di parole con il nome della squadra sono stati già fatti per giorni e giorni, come i titoli di giornali o editoriali illustri, e quindi non c’è altro divertimento ora per noi se non quello di vederli tornare presto a casa. Quattordicesima e tredicesima posizione sono per la Nigeria e l’Algeria: il fascino, l’appeal di questi team non arrivano fino in Italia, al punto che le loro avversarie agli ottavi, Francia e Germania, riscuotono molti più applausi nel nostro tifo. La Nigeria l’avevamo fatta fuori noi con l’Italia di Baggio nel ’94, ai supplementari, ed era una sfida valida per i quarti di finale; malgrado ci siano diversi giocatori che militano nel nostro Campionato, l’unico titolare è Onazi, e non basta per farceli amare. L’Algeria invece non piace all’italia più per la scelta del ct Halilhodzic di lasciare a casa il livornese Belfodil: ricorda quasi la scelta di Prendelli su Pepito Rossi.

 

Poco più in alto ci sono quattro squadre che sono più simpatiche delle precedenti, ma comunque non accedono alla parte alta del tabellone per noi italiani: Usa, Svizzera, Messico e Grecia. Troppo lontane come gioco, troppo poco blasonate nel grande calcio, troppo lontane come mentalità: ecco le motivazioni, del tutto occasionali e frutto di spifferi qua e là. Gli americani non hanno una tradizione calcistica di alto livello, e questo ce li rende antipatici sul campo: arrivano da conquistatori, quando invece dovrebbero solo imparare dalle europee, e poi quella loro predilezione per il fooball americano, o per il basket, ce li allontana su un altro pianeta quando si tratta di parlare di tattiche e moduli di gioco. La Svizzera invece ha i napoletani Behrami, Inler e Dzemaili tra le fila che ce li rende guardabili, ma non al punto di organizzare un cannello di tifo per volerli vedere arrivare ai quarti: motivo in più la presenza di Lichtsteiner, juventino, visto che ci ricorda che con un’Italia all’80% juventina noi non siamo andati oltre il girone. Messico e Grecia non riscuotono applausi italiani, anche perché mai li hanno riscossi: nel ’70 in Messico l’Italia perse la finale del Mondiale contro il Brasile, e gli italiani hanno lunga memoria; nel secondo caso invece, a indebolire il nostro tifo per loro c’è il concetto “siete come la Grecia” che nell’Unione Europea ci ripetono da tempo, come paragone al ribasso, da cui vogliamo rifuggire.

 

Ecco le squadre interessanti per noi italiani, su cui vogliamo puntare il nostro nuovo tifo dopo l’eliminazione: ottavo posto per il Cile, una squadra imbottita di italiani nelle qualificazioni, ma poi per infortuni è stata dimezzata, non ci è comunque troppo simpatica per via di quel famoso mondiale giocato in Cile nel 62 dove ci fecero uscire proprio loro con la sconfitta 2-0 nel girone; settimo posto per il Brasile: amiamo così tanto questa terra che la sosteniamo seppur ci abbia lasciato in bocca l’amaro di questo mondiale, però Neymar è forte e molto italiano negli atteggiamenti, quindi gli permettiamo di andare avanti; sesto posto per la Francia: che poi sono i nostri nemici storici, ma dopo la finale del 2006, giocata e vinta dall’Italia, è come se le cose siano andate in pari, e quindi vederla andare avanti non ci dispiace, anche perché gli italiani riconoscono la bravura, e le belle squadre, e la Francia dei giovani lo è: ai prossimi Europei faremo un altro discorso però.

 

Quinto posto per il Belgio: ci piacciono tantissimo questi giovani, e questo loro modo di prendere le partite: sono gli outsider del Mondiale, il programma che li ha fatti arrivare fino a qui è quello di un gruppo costruito con la pazienza e la tenacia, tutte cose a cui noi dobbiamo ambire per riuscire a rinascere nelle prossime competizioni internazionali: ci stropicciamo gli occhi con le loro giocate e il loro talento individuale; quarto posto per la Germania: per via del nostro instancabile lato romantico: il calcio tedesco è rappresentato da quello stellare di Guardiola e dal Bayern, e da quello dei giovani del Borussia, quindi non possiamo che sostenere la freschezza di questo team, e la storia che si porta dietro. Ecco il podio: terzo posto per la Colombia: una vera ondata di indomabile felicità ci porta a tifare Colombia, i cafeteros, per via del gioco nuovo che mostra in campo, da vera rivelazione di questi Mondiali, per via dei guizzi di alcuni singoli, dall’interista Guarin al viola Cuadrado, per via di quel quinto posto nel ranking Fifa; e per via dei suoi tifosi nativi che mostrano foto del tutto invidiabili durante le partite di questo mondiale, al punto da voler essere dei loro. Secondo per l’Argentina, con Messi idolo indiscusso per gli italiani: noi vogliamo il gioco frizzante e fantasioso, e nelle giocate di Messi stiamo ritrovando tutto questo, compresi quei lampi di genio che ce lo fanno amare alla follia. Primo posto per l’Olanda: non c’è storia che tenga, tiferemo tutti Sneijer e Van Persie, Robben e il ct Van Gaal; l’idea di rivedere in campo per le ultime partite il calcio bollicine e magia che i colori arancioni ci fa tornare alla mente è sopra ogni slancio emotivo: come dire, ecco la squadra che avremmo voluto vedere con i nostri colori addosso.

 

Ecco iil nuovo tifo degli italiani in percentuali, secondo il gruppo di tifosi che ho selezionato (un centinaio, e di parte, nella mia personalissima selezione):

Algeria (1%)
Argentina (17%)
Belgio (11%)
Brasile (7%)
Cile (5%)
Colombia (12%)
Costa Rica (0%)
Francia (7%)
Germania (11%)
Grecia (3%)
Messico (2%)
Nigeria (1%)
Olanda (18%)
Svizzera (3%)
Uruguay (0%)
Usa (2%)

E’ sul sito di Vanity Fair