La parte più bella di questa storia è alla fine, quando si fanno delle grandi mangiate e bevute con gli avversari. All’interno dello stadio, con il biglietto ancora in mano, e il risultato della partita di calcio non importa. Eppure stiamo parlando di Ultras. Perché c’è ancora qualcuno che riesce a farci stropicciare gli occhi con immagini di un tifo sano e rassicurante. Però dobbiamo arrivare fino a Berlino, dove gioca la seconda squadra della Capitale tedesca, l’Fc Union Berlin.

Ogni giornata di campionato, 22 mila tifosi mostrano l’esatto contrario del significato che diamo noi al termine Ultras, anche se le grandi testate giornalistiche non lo raccontano (l’Herta Berlino, la prima squadra, attira tutte le attenzioni). L’Fc Union Berlin ha tifosi eccezionali, si tratta per la maggior parte di muratori, artigiani, fabbricanti del legno, operai: e loro stessi hanno ricostruito lo stadio “An der Alten Försterei”, dove gioca e si allena l’Union, e così dopo il fallimento avvenuto negli anni novanta, hanno contribuito alla rinascita della squadra, pagandone anche le trasferte. Dopo la militanza nelle serie minori, in questa stagione ha ottenuto un discreto piazzamento nella serie B tedesca (la Bundersliga B), ma la notizia è un’altra: ora gli Ultras dell’Fc Union stanno organizzandosi per il grande evento. Senza bisogno di allertare le forze dell’ordine (che nei pressi dello stadio, non possono che tifare Union naturalmente, e prendere parte all’iniziativa), ecco l’idea: siccome lo stadio è stato costruito con soli posti in piedi, per l’ultima giornata di campionato a fine maggio, gli Ultras porteranno da casa poltrone, divani e sedie, in modo che possano permettersi pure loro qualche comodità, e invitare tutta la famiglia. “Lo stadio per noi è solo un ritrovo tra amici”, racconta Chris Lopatta, il Capo Ultras biancorosso.

La storia dell’Fc Union ha radici molto lontane: ai tempi del Muro di Berlino era la squadra di Berlino Est, quella dei comunisti, e si contrapponeva alla Dinamo Berlin, che invece appoggiava la Stasi. Entrambe fallirono, ma i tifosi dell’Estern si rimboccarono le maniche per primi, e a loro è dovuta la rinascita. Prima dei tornelli allo stadio vengono ricordati, nome dopo nome, su una colonna, tutti gli Ultras che hanno contribuito con un aiuto economico o con la forza lavoro, alla ricostruzione, e a loro spetta la tessera a vita dell’Union. “Io ho versato 2000 euro, con grande sacrificio della mia famiglia, e ora posso portare genitori, fidanzata, amici, per passare tutte le domeniche, mangiando, bevendo, e guardando del bel calcio”, conclude Lopatta, con la sua tessera vitalizia in mano. Anche i cori che vengono cantati allo stadio colpiscono: appoggiano lotte contro l’omofobia, sono per favorire il coming out dei calciatori gay, e sostengono campagne contro violenze e discriminazioni. Ultima curiosità: a turno, ogni domenica, gruppi di tifosi si organizzano per la distribuzione del cibo e la raccolta differenziata dei contenitori delle birre. Proprio come se lo stadio fosse un posto sicuro, dove addirittura divertirsi.

…REPORTAGE PUBBLICATO SU “VANITY FAIR” IN EDICOLA IL 14 MAGGIO 2014 (link con fotogallery al sito).

...sotto la W !!!

…sotto la W !!!

 

 

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con Chris Lopatta!!!

con Chris Lopatta!!!

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…la locandina del documentario!

tifo bello

…che bello stare in curva!

dietro i nomi dei tifosi ultras che hanno costruito lo stadio

…tensione pre-partita! (come no…)

DSCN3816 DSCF1115 distribuzione cibo e poltrone dentro lo stadio gratis ultras buoni2 ultras belli bimbo che mangia

 

 

 

 

 

 

 

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