Sabato 5 novembre sono andata ospite nel programma di Massimo Gramellini su Rai3 “Le parole della settimana”!

Abbiamo creato un simpatico divertissement, Massimo mi ha presentato come professoressa di fisica (beh, lo sono, anche se non insegno da diversi anni) e dovevo spiegare la parola “riporto” e perché i capelli di Donald Trump sono fatti così…ecco quello che ne è uscito, segui il link al programma PER GUARDARLO (il mio intervento è intorno al minuto 27), clicca qui.

Oppure l’ho caricato su youtube (incredibile, appena messo già 8000 visualizzazioni!), ecco il link.

Mi sono molto divertita!!!

E ho promosso il mio romanzo “L’incredibile cena dei fisici quantistici” (salani, clicca qui), e il mio spettacolo “1927 monologo quantistico” (Teatro Menotti, clicca qui).

Ecco le foto (e sotto il testo completo del mio intervento)!

Ps: l’intero intervento è stato mandato in onda anche da Rai2, nel programma Sbandati, la sera di martedì 8 novembre, in seconda serata, clicca qui.

 

 

 

 

 

Ps: ecco il testo che avevo scritto, per esigenze televisive naturalmente tutto è stato ridotto, capita. Inoltre quel “meno” non dovevo dirlo esattamente in quel momento, insomma…è stato un divertissement. E’ stato molto divertente.

 

 

Parto dall’ipotesi che Trump non abbia né trapianti, né parrucchini: analizzando il suo cuoio capelluto, si nota facilmente che nella parte frontale della testa è presente un ciuffo ribelle, con dei follicoli particolarmente spessi e rialzati. Le caratteristiche di questi “follicoli spessi” da cui escono ciuffi ribelli sono due:

  1. Una è che da ognuno di questi follicoli fuoriescono più capelli del normale, seppur molto fini, i quali si concentrano maggiormente sulle punte di ciascun follicolo (per il “potere disperdente delle punte”, come avviene nei parafulmini), per questo sembrano tanti nella zona frontale, e per questo sembrano avere una vita autonoma dal resto della testa che ha follicoli regolare e non spessi.
  1. L’altra è che i capelli che nascono da questi follicoli vanno in direzione diversa (e addirittura opposta) rispetto a come siamo abituati a pensarli in quella posizione. Lui fa crescere molto quei ciuffi ribelli frontali, pensando così di governarli meglio (se ce li avesse a spazzola, avrebbe capelli che puntano la persona con cui parla), ma in realtà crea due fenomeni differenti:

A) uno è quello assimilabile al “gas ionizzato” (o plasma, il quarto stato della materia) intorno ai capelli (per sfregamento con gli altri capelli che sono sotto e crescono regolarmente);

B) l’altro è quello “dell’effetto Coulomb – che definisco generalizzato (in cui tutti i capelli stanno uniti gli uni agli altri perché carichi di segno opposto, vincendo così la forza di gravità). Ricordiamo a questo proposito che la forza di Coulomb supera, e di molto, quella di gravità (basti pensare che la forza attrattiva tra protone e elettrone è ben 10alla39 volte più alta di quella gravitazionale).

Inoltre in quella zona la colorazione del capello è differente (non c’è melanina, è come se i “follicoli spessi” siano concentrati a produrre solo tanti capelli in quelle zone e si dimentichino di altro), per questo Trump ricorre al color “pulcino appena nato”, in opposizione ai colori violetto e ultravioletto con cui propriamente siamo abituati a vedere “l’effetto corona” (il fenomeno fisico che ben spiega questo gradiente di potenziale, il cui circuito si chiude quando la differenza di ionizzazione viene scaricata a terra, come le macchine) e da cui vuole allontanarsi. In conclusione, Trump è un ottimo generatore di corrente, e può essere usato nei laboratori di fisica dei licei scientifici quando si vuole fare l’esperimento della bacchetta a cui si attaccano i pezzetti di carta. Basta avvicinarla alla sua testa e si carica immediatamente! Oppure come conduttore per i pannelli solari.

 

 

 

Queste sono altre due belle recensioni, clicca qui. E anche qui.