Mancano pochi giorni!

Per partecipare al Premio Pulse è possibile iscriversi fino al 28 aprile caricando il proprio progetto sulla piattaforma www.edisonpulse.it. Il premio consiste in 50mila euro e 4 settimane di incubazione.

Quest’anno sono presidente di giuria, vi aspetto quindi in finale con il vostro progetto!

Innovazione e tecnologia sono gli strumenti migliori con cui affrontare il problema dei terremoti. E lo sono in tutte le fasi: la prevenzione, l’emergenza, la ricostruzione. In questo, le startup italiane si sono sempre distinte per il loro prezioso contributo: le iniziative e i progetti innovativi nati nel nostro territorio sono tantissimi.

Tra quelli che si sono sviluppati nell’area della prevenzione dei terremoti, per esempio, c’è Earthquake Network, un’app messa a punto dall’Università di Bergamo, in grado di lanciare un SOS sui cellulari pochi secondi prima della scossa, allertando quella parte della popolazione non ancora raggiunta dalle onde sismiche più distruttive. Sempre nel campo della prevenzione, si muovono anche SysDev, startup torinese che ha sviluppato soluzioni tecnologiche IoT per il monitoraggio strutturale e ambientale di edifici e infrastrutture, e LF System Italia, startup abruzzese che ha lanciato Quakesaver, un dispositivo da applicare alla porta di casa per evitare che si blocchi in caso di cedimento strutturale durante il terremoto.

Idee e progetti innovativi sono stati di grande aiuto anche nel pieno dell’emergenza terremoto. Nel 2012, Athonet, startup vicentina, è riuscita a portare in tempi rapidi la connessione wi-fi in un campo allestito dalla Protezione Civile a Mirandola, uno dei paesi colpiti dal terremoto che ha sconvolto l’Emilia, riuscendo così a collegare i vari campi tra loro e a mettere in contatto gli sfollati. Più di recente, proprio all’indomani del sisma che lo scorso agosto ha devastato il Centro Italia, è stata attivata la piattaforma web Terremoto Centro Italia, ancora attiva nella raccolta di informazioni e segnalazioni delle popolazioni colpite.

E nella fase della ricostruzione? Il post sisma è il momento forse più delicato, sicuramente più lungo, da affrontare quando si parla di terremoto. Di quest’area, fanno parte iniziative come Ricostruzione Trasparente, nata con lo scopo di monitorare tutte le spese che interessano la ricostruzione, sfruttando gli open data per una ricostruzione trasparente delle zone colpite dal terremoto. Ma anche progetti come La Rinascita ha il Cuore Giovane, che mira a sostenere i giovani imprenditori del Centro Italia attraverso le donazioni in Bitcoin, e Daje Marche, e-commerce che supporta le aziende e le attività commerciali marchigiane colpite dal terremoto dello scorso ottobre.

Idee di questo tipo accendono i riflettori su un aspetto fondamentale: quando si discute di ricostruzione, non si intende solo la ricostruzione degli edifici e delle case distrutti dal sisma. Dopo un terremoto, c’è anche un sistema economico da rilanciare, oltre che un tessuto sociale da ricomporre.

I progetti presentati all’edizione 2017 di Edison Pulse si muovono anche in questa direzione. Il premio di Edison per startup e progetti innovativi si è arricchito quest’anno della categoria speciale Ricostruzione Sisma, che raccoglie le idee volte alla valorizzazione turistica e imprenditoriale delle zone terremotate, nonché le soluzioni innovative per la gestione delle criticità sismiche.

Durante l’ultima tappa del roadshow, che si è tenuta lo scorso 28 marzo a Rieti, istituzioni, università, incubatori e startup si sono incontrati per parlare di ricostruzione, fare il punto sullo stato dell’innovazione sul territorio, dare voce alle imprese e alle associazioni che ce l’ha fatta, proporre nuove idee.

Questi i progetti presentati finora. La ricostruzione passa anche da qui.

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