A Buenos Aires, dove si guadagnano pesos con le “case aperte”

C’è stato un momento che Buenos Aires veniva presa come esempio, per mostrare a tutti come si esce dalla crisi. La crisi del 2001, quando la disoccupazione toccava il 20% e il debito estero era alle stelle. Ci fu la ripresa, dunque. Quasi miracolosa. E presto i migranti italiani si fecero un vanto pure con noi, di come il loro governo fu capace di riattivare l’economia. Oggi, invece, la situazione nella capitale argentina è tornata ad essere tutt’altro che piacevole: scioperi contro il governo sempre più frequenti, peso che vale pochissimo, e attività al minimo storico. Ma gli argentini (i portuenos) si sono ingegnati, e hanno “inventato” un nuovo modo per guadagnare: aprire le proprie case. Se giri per le strade di Buenos Aires, e hai qualche conoscenza del posto, ecco che ti si può spalancare uno spettacolo inedito, dietro la porta di un’abitazione privata (a volte, anche, solo per te). Cantanti, scultori, ma anche galleristi, cuochi, ballerini, attori. Nessuna scritta che indichi l’abitazione per le strade, nessuna targhetta sul citofono: ma soltanto un buon passaparola. Funziona così: molti artisti invece di affittare un locale, o lavorare per altri, hanno deciso di esibirsi all’interno delle mura di casa, e grazie al passaparola sui social network, o alle dritte di qualche tassista, o all’amico che sparge la voce con l’amico dell’amico, riesci a individuare la “casa aperta”. Basta bussare, e ha inizio lo show. All’uscita, poi, una ricompensa per l’artista da mettere dentro un vaso, o una ciotola, o un salvadanaio.

Tre le abitazioni più interessanti, c’è il trilocale ad Avenida de Mayo 1480 (terzo piano, a sinistra): il proprietario, Lucio, espone disegni e quadri sulle pareti di casa. Dietro una porta, quasi in uno sgabuzzino, è possibile anche visionare i lavori che devono ancora essere ultimati, e indirizzare l’artista verso questo o quell’altro dettaglio. Racconta Lucio: “Per molti di noi, non c’è modo di sbarcare il lunario, visti i tempi che corrono: basta avere tadalafil online fantasia, e una casa accogliente, ed ecco che qualche soldo si riesce a fare. Grazie anche a Facebook e Twitter che permettono di spargere la voce”. Non solo. Anche un televisione privata, “Canal Ciudad Abierta”, ogni settimana scova nei vari barrios queste abitazioni, ad uso pubblico. A Retiro, per esempio, c’è il cuoco Martinez che prepara due tavoli (da due, o da quattro), nella sua abitazione con le mura altissime e colorate, e così lungo Arenales 1460, si può mangiare un’ottima carne argentina, deliziose insalate, o semplicemente bere un bicchiere di Malbec; a La Boca, in avenida Almirante Brown 1024, c’è Ignacio che nel suo loft impartisce lezioni di tango; a Palermo Soho, vicino all’ingresso del Janio Bar, c’è Antonio che si esibisce come clown per bambini sulla sua terrazza. A San Telmo, invece, in uno dei bellissimi palazzi d’epoca, al civico 1220 della Defensa, Martina intrattiene gli ospiti suonando la chitarra nel salotto di casa, mentre i fratelli servono mate e mostrano la collezione di vasi preziosi; mentre a Bolivar 1710 c’è la signora Soledad con il marito Pablo: hanno deciso di fotografare i passanti del quartiere, ed esporre i loro ritratti lungo i corridoi di casa (casa arredata con oggetti curiosi, divisi per anno, che servono per seguire gli aneddoti del padrone di casa, che ripropone ai visitatori la storia di tutto il paese). “A fine mese?”, ci dice Pablo, “portiamo a casa uno stipendio da lavoratore part-time”. Mica male, per stare in casa.

 

E’ su VanityFair.it

 

 

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