Il Papa che lascia Roma in elicottero, e l’emozione dei presenti (credenti o no)

Quando Papa Ratzinger sta per lasciare i suoi appartamenti, per avviarsi – per l’ultima volta – verso il portone, dove lo attende la macchina che lo porterà all’eliporto, gli schermi ai lati di piazza San Pietro rimandano immagini di festa, immagini passate: dei suoi viaggi tra la folla a Madrid, in Africa, in Polonia. La gente, radunata qui intorno all’obelisco, scoppia in una grande applauso. “Ci ricorderemo soprattutto della sua grande umiltà”, dice una signora in tailleur da ufficio. Si vedono le bandiere di tutti gli stati sventolare in cielo. Si distinguono alcuni ragazzi delle scuole romane, che hanno organizzato questo piccolo viaggio in Vaticano: cantano in coro canzoni di chiesa. In tanti sono venuti oggi a dare l’ultimo saluto al Papa, fin dalle prime ore del mattino il via vai è stato continuo. Questo è l’ultimo giorno del papato di Benedetto XVI.

Gli occhi di tutti sono puntati verso l’orologio, le 17 stanno per scattare. “E’ entrato nei nostri cuori, perché ha mostrato la sua umanità con queste dimissioni”, dice un uomo sui quaranta con il figlio sulle spalle. L’elicottero che lo porterà via viene inquadrato dal maxischermo centrale: il saluto della piazza si fa più caloroso. C’è quello che tira fuori il fazzoletto bianco e lo sventola, quello che grida a squarciagola “non te ne andare!”, quello che dice di sentirsi senza un padre spirituale: “Sì, perché le sue parole sono state più vicine alla gente, di tanti altri prima di lui”, dice sistemandosi i capelli brizzolati dietro l’orecchio. Per molti, è stato importante calpestare questi sanpietrini, in una giornata fatta di addii. Chi prima di andare a lavoro, chi in una pausa pranzo, chi appena per un segno della croce, chi dando appuntamento agli amici.

Il Papa stamattina ha incontrato 70 cardinali e decine di porporati accorsi nella sala Clementina del Vaticano, e ha lasciato altre frasi indelebili: “La vostra vicinanza e il vostro consiglio mi sono stati di grande aiuto, grazie. Anche in momenti in cui qualche nuvola ha oscurato il cielo, abbiamo cercato di servire, abbiamo donato speranza”. Ai porporati si è appellato affinché “il collegio dei cardinali sia come un’orchestra in cui le diversità” possano portare ad “una concorde armonia”. E poi ha detto: “Continuerò ad esservi vicino nella preghiera, specialmente nei prossimi giorni. Tra di voi c’è anche il futuro Papa al quale oggi prometto la mia incondizionata riverenza e obbedienza”. Ultime parole da Papa. Sono le 17, dal cortile di San Damaso esce appoggiato al suo bastone, le sue ultime benedizioni stanno facendo venire le lacrime a tutti i presenti.

Nella piazza: i messicani, i turchi, gli americani gli hanno dedicato striscioni. Un ragazzo dice: “Nel suo ultimo discorso pubblico, mi ha colpito molto quando ha detto che il Signore si è addormentato quando la Chiesa ha avuto problemi quest’anno, in queste parole ci ha fatto capire tutto”. Ma ora l’elicottero sta salendo in cielo, per dirigersi verso Castel Gandolfo (dalle 20, Ratzinger sarà “Papa emerito”, e le guardie svizzere lasceranno il posto alla gendarmeria). Che si sia credenti o meno, essere qui oggi è stata una grande emozione.

Intanto, i ristoranti vicini hanno improvvisato piatti speciali per l’occasione: fettuccine alla papalina (una amatriciana rivisitata), il panino del Papa (con mozzarella e verdure), il dolce Ratzinger (una sorta di Sacher con il caramello), e pure uno strudel di ciliegie che chiamano “Pontifex” (proprio come il nome dell’account di twitter che ha aperto il Papa, e che verrà chiuso pure quello oggi, dopo questo suo ultimo messaggio di fine giornata: “Thank you for your love and support. May you always experience the joy that comes from putting Christ at the centre of your lives”). Sta per scendere la sera, pure a Roma. Le campane di San Pietro e del Campidoglio che suonano più forte che mai, gli schermi nella piazza che si spengono. Da adesso, quel vento che gli ha scompigliato i capelli una volta, e le sue scarpe rosse, rimarranno solo immagini nella nostra memoria.

 

E’ sul sito di Vanity Fair

 

(foto che mi hanno fatto ieri a piazza San Pietro…beccata tra 200 mila)

 

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