Il “monologo quantistico” diventa “1927- MONOLOGO QUANTISTICO” uno spettacolo teatrale!

Sul sito CHE FUTURO!

L’idea mi è nata un anno fa, quando sono stata diversi mesi a Bruxelles e ho fatto delle ricerche. Avevo un’idea fissa che non mi lasciava un attimo: raccontare la foto che per tanti anni mi ha ossessionato. La vedevo ovunque, fin dai tempi in cui mi sono laureata in fisica a Milano e la guardavo appesa alle pareti fuori dall’aula A di via Celoria; poi dopo – durante i miei anni all’Ecole polytechnique di Parigi – la rivedevo sotto forma di gigantografia all’ingresso dell’istituto più importante di Francia, e poi ancora: l’ho ritrovata di nuovo, per caso, ovunque andassi, negli istituti di ricerca, nei dialoghi colti nell’aria, o in quei programmi televisi dei canali lontani che vogliono analizzare il perché delle cose e il futuro: guardavo quella foto, la studiavo, cercavo di capire come ragionavano le persone presenti in quella foto, qual era il loro lato umano, come si comportavano, che vizi avessero.

Sarà capitato anche a voi di avere un’ossessione nella vita (per una canzone, per un programma televisivo, per un certo modello di macchina), a me questa ossessione è nata per una foto: in bianco e nero, 29 uomini in posa, quasi tutti fisici, 17 erano o sarebbero diventati dei premi Nobel. E questa ossessione non ha mai trovato pace fino a quando sono andata a Bruxelles e ho studiato con cura tutto quello che questi uomini hanno fatto quel giorno. E non solo. Perché sono stati insieme una settimana a Bruxelles. Ho ricostruito esattamente quello che hanno fatto in quei giorni. Ripercorso le stesse strade, calpestato gli stessi marciapiedi, dormito negli stessi alberghi (ho persino soggiornato nella stanza stanza dove aveva dormito Albert Einstein). In quella foto è racchiuso, in un solo istante, tutto. E’ stato il più grande ritrovo di cervelli che la storia ricordi. C’erano: Albert Einstein, Niels Bohr, Marie Curie (l’unica donna), Lorentz, Planck, Heisenberg, Schrodinger, Dirac, Pauli, e tanti altri.

Einstein chiamava quei giorni “witches’ Sabbath” (il riposo delle streghe), e lo spettacolo che porto in scena è la prima rappresentazione teatrale che racconta il ritrovo a Bruxelles di tutti i fisici del XX secolo che hanno fatto nascere in quei giorni la fisica quantistica. Il mio “Monologo quantistico” (scritto e interpretato da me) è nato così. Dopo una tournée nei Festival, durata diversi mesi, nelle aule magne delle scuole, nelle librerie e persino in una chiesa sconsacrata, che ha riscontrato in ogni occasione un pubblico caldo, partecipe, attento e molto numeroso, c’è stato l’incontro con TieffeTeatroMilano (Centro di Produzione Teatrale) che ha determinato la realizzazione dello spettacolo teatrale in una veste molto suggestiva, rinnovata, e disponibile per la programmazione all’interno delle stagioni teatrali del prossimo anno. La tournée teatrale farà tappa a fine ottobre al Teatro Sala Umberto di Roma, poi al Teatro Menotti di Milano il 4 Novembre 2016 (che lo produce), al Teatro della Tosse di Genova, ed altri ancora.

In “1927 – monologo quantistico” ricostruisco, con foto, musica e video, i fatti più sconvolgenti, misteriosi, divertenti, umani che hanno fatto nascere la fisica quantistica. Partendo dalla famosa foto datata 1927, in cui 29 uomini in posa sono ritratti. Ho ricostruito i dialoghi, le serate, i dibattiti, dopo aver raccolto informazioni, tradotto lettere, parlato con persone e parenti che a quegli incontri ci sono stati veramente. E così è nato lo spettacolo teatrale. Il primo spettacolo teatrale che racconta il nascere della fisica quantistica. Ora sto cercando degli sponsor che mi accompagnino in questo viaggio, per portarlo in giro per l’Italia e diffonderlo.

Con immensa gioia, l’8 giugno farò il “Monologo quantistico” (nella versione che precede quella teatrale, e che poi debutterà all’inizio della prossima stagione) per il pubblico dell’Innovation Week di Milano, alle ore 18. Sarà un grande piacere per me raccontare gli aneddoti dei fisici del XX secolo che hanno fatto la storia della fisica (quantistica, in particolare), e che ancora oggi sono fonte di ispirazione per gli innovatori dei giorni nostri (con le loro vite, i loro fatti personali, le loro idee, il loro coraggio). Loro, i fisici quantistici, hanno avuto il coraggio di abbandonare la rassicurante fisica classica per mostrare a tutti una nuova strada da seguire. Tutti e 29 quegli uomini in posa, nella famosa foto del 1927. Intorno avevano gli scettici, avevano gli invidiosi, avevano i prepotenti, eppure loro sono andati avanti, in pochi, e hanno cambiato – con ostinazione e grande dedizione al lavoro – la storia del mondo e la vita delle persone.

email: gabriella@greisonanatomy.com

Vari link utili:

 

collage

la notizia del ‘monologo quantistico’ al Teatro Sala Umberto di Roma nella prossima stagione!

 

 

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