Oggi su Repubblica nuova puntata delle mie PILLOLE DI FISICA…rispondo a una domanda di Giovanni Veronesi!

Oggi su Repubblica c’è la mia rubrica settimanale PILLOLE DI FISICA…oggi quarta puntata, e rispondo ad una domanda che mi ha fatto Giovanni Veronesi! Buona lettura…e restate curiosi!

 

 

 

PILLOLE DI FISICA / 4

di Gabriella Greison

Mi è capitato di recente di andare ospite in radio, e per la prima volta il tempo a mia disposizione è stato moltissimo. Moltissimo, certo, rispetto al sistema di riferimento che vivo nella mia testa ogni volta che vado ospite in un posto, quando tutto viene ridotto a flash, frasi ad effetto (pochissimo, certo, se penso ai miei monologhi in solitaria che durano anche due ore, va beh (ma proprio questa, dopotutto, è la relatività)). Uno dei due conduttori era Giovanni Veronesi (l’altro, Max Cervelli), che ad un certo punto mi fa una domanda bellissima e diretta: “Cos’è il tempo?”. Dopo poco andava la pubblicità, e ho risposto troppo velocemente, mi rifaccio adesso.

Il tempo è qualcosa di complesso, non esiste un tempo assoluto, e varia a seconda dei posti e delle condizioni in cui si vuole misurare. Se si pongono due orologi precisissimi uno più in alto e uno più in basso, misureranno due intervalli di tempo diversi. Quello più in basso indicherà che è passato meno tempo e quello più in alto indicherà che è passato più tempo: il tempo non passa alla stessa maniera per tutti.

Albert Einstein, in giovane età, voleva riscrivere la definizione della parola tempo. Non gli piaceva quella che c’era, ne voleva scrivere un’altra. Arriverà il 1905, e Einstein riuscirà eccome a riscrivere la definizione della parola tempo, scriverà la teoria della relatività (ristretta). Nel 1915, anche per capire come tradurre la legge di gravitazione universale di Newton nell’ambito della sua nuova teoria, Einstein arriva alla formulazione della teoria della relatività generale, che riguarda le trasformazioni di spazio e tempo tra sistemi di riferimento in moto relativo qualunque. Entrambe le teorie relativistiche di Einstein prevedono che nel passaggio da un sistema di riferimento a un altro in moto relativo si assista a fenomeni di dilatazione temporale. Il film Interstellar, capolavoro assoluto, li fa vedere bene (Kip Thorne grande maestro).

Negli anni settanta il primo sistema di navigazione satellitare fu sperimentato dall’esercito americano, e i fisici avvertirono i costruttori che gli orologi sui satelliti sarebbero andati più veloci di quelli a terra. I generali dell’esercito responsabili del progetto non vollero crederci e i primi test furono fatti ignorando quest’accelerazione del tempo con l’altezza. Non funzionarono. Oggi, invece, i Gps ne tengono conto.

Continuate così, restate curiosi.

 

 

 

Poi sempre su Repubblica di oggi c’è un mio pezzo con il mio incontro con il rettore del GSSI dell’Aquila, Eugenio Coccia!

 

 

 

Altre novità…

 

L’altro giorno c’è stata la presentazione della nuova stagione del Teatro ElfoPuccini di Milano…e il mio spettacolo EINSTEIN & ME è in cartellone una settimana: CLICCA QUI! (si possono prendere già i biglietti!)

 

 

 

 

Giovedì 13 giugno sono a Verona, faccio la versione light di EINSTEIN & ME al teatro Stimate!

 

 

E poi se prendete il Frecciarossa a giugno, trovate una bella intervista che mi hanno fatto sulla rivista Le Frecce per tre pagine!

 

 

Poi a giugno sono al Festival Ebraico a Roma, il 26 al palazzo della cultura nel Ghetto!

 

 

 

 

 

…non state con chi non vi fa fiorire!

gabriella

 

 

 

 

 

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