La grande ingiustizia dei Nobel per la Fisica e per la Chimica 2019. Ne parlo oggi su Repubblica…

 

 

 

L’assegnazione dei Nobel per la Fisica 2019 e per la Chimica 2019 mi ha fatto nascere diverse considerazioni…ieri ero ospite di Rai Radio 2, a CaterpillarAM ho commentato a caldo la prima celebrazione: clicca qui per sentire l’intervista.

E oggi su Repubblica (in edicola il 10 ottobre 2019) c’è il mio pezzo!

 

 

 

 

 

(qui la versione lunga, sul giornale è andata la versione redux)

Pare sempre che non ci siano scienziate da premiare. E pare sempre che sia normale così. L’attenzione è spostata su altro, e via. Invece è evidente che a Stoccolma un problema c’è, e continua ad essere grave. All’Accademia Reale svedese ancora una volta si sono dimenticati un pezzo. Troppo impegnati a regolare i conti con il passato (conti tra uomini, s’intende), troppo presi a non creare malumori tra i grandi vecchi, troppo concentrati nell’alternare saggiamente i macroargomenti. Sta di fatto che il Nobel per la Fisica 2019 è andato a tre uomini, e pure per scoperte molto in là con gli anni. Stessa cosa per il Nobel per la Chimica 2019.

Quando Alfred Nobel aveva creato il Premio nel 1901, aveva dato chiara indicazione di celebrare le scoperte, le trovate, gli studi che avrebbero cambiato il mondo, ed ogni anno il Premio doveva guardare alle innovazioni dell’anno precedente, o al massimo a quello prima. E così – il XX Secolo ci ha insegnato questo – il Premio per la Fisica è stato il premio che anche i trentenni potevano vincere, bastava meritarselo: Werner Heisenberg, Nobel nel 1932, aveva 31 anni quando lo ha vinto; Paul Dirac, Nobel nel 1933, aveva 31 anni quando lo ha ritirato. E c’è stato addirittura Niels Bohr che a Copenaghen aveva creato una scuola dove i giovani talentuosi potevano andare a studiare, e i più meritevoli, i più scalpitanti, i più ambizioni uscivano di là e avevano buone probabilità di vincerlo, il Nobel, non importa se maschi o femmine (tant’è che Bohr aveva proposto Lise Meitner diverse volte). Ma man mano che il Premio ha preso forma, e gli anni sono trascorsi, sono iniziati i regolamenti di conti con il passato. Un affare tra uomini, insomma. Ad esempio a Max Born è andato nel 1954 per una cosa avvenuta più di vent’anni prima (la creazione della fisica quantistica di fine anni 20). Fino ad arrivare ad oggi che oramai si premiano cose successe negli anni 50, e in quegli anni gli uomini spadroneggiavano (e certo, alle donne prima non si facevano neanche firmare gli articoli, alle donne prima le facevano entrare dalla porta posteriore).

Non è che non ci sono donne che meritano il Nobel per la Fisica, è che non le premiano. Su 211 premiati da quando Alfred Nobel ha creato l’ambito ricoscimento, soltanto 3 sono state donne, e la cosa continua ad essere clamorosa, assurda. Marie Curie (nel 1903 in fisica, e nel 1911 in chimica), Maria Goeppert Mayer (nel 1963), Donna Strickland (l’anno scorso). Ormai questi tre nomi sono scolpiti nella roccia, e tra di loro il vuoto assoluto (anzi, è più attuale chiamarla energia oscura), eppure non dovrebbe essere così. Questa è un’ingiustizia, chiamiamola con il nome giusto. Perché di donne ce n’erano da premiare. Anzi, addirittura due nomi erano assolutamente da citare: il secondo nome sarebbe stata una sorta di commemorazione, visto che l’argomento del Nobel di quest’anno riguarda una cosa che ha scoperto lei.

Dunque, altra regola che abbiamo capito man mano, ogni anno il Nobel per la Fisica alterna il riconoscimento a due macroaree: l’infinitamente grande e l’infinitamente piccolo. L’anno scorso sono stati premiati i Laser (infinitamente piccolo), l’anno prima le onde gravitazionali (infinitamente grande), l’anno prima ancora è stata la volta delle topological phases (infinitamente piccolo), e via così. In molti pensavamo che quest’anno si sarebbe premiata ancora l’astrofisica, e quindi il nome che si faceva era quello di Sandra Faber, la scienziata dell’Università di Santa Cruz, in California, che ha raccontato le galassie come nessuno, ha creato telescopi, ha studiato la velocità delle stelle, e tantissimo altro. Era stata ricevuta in diverse occasioni anche da Obama per le sue ricerche sulla materia oscura. Invece, niente. Ce n’erano anche altre, oltre a lei, ve l’assicuro, alcune anche molto giovani, i cui nomi non vi diranno niente (anche perché i moderatori delle pagine Wikipedia cancellano i nomi delle donne, la sapevate questa? Andatevi a vedere cosa è successo per quello di Donna Strickland, un attimo prima che uscisse su tutti i giornali per il Nobel dell’anno scorso). Il Nobel quest’anno invece è andato a tre uomini, due molto vecchi, per cose ancora più vecchie (dopo la scoperta del primo esopianeta, ne sono stati scoperti altri 4000, così, per dire; e la radiazione cosmica di fondo fu scoperta negli anni 60). E vista la motivazione con cui sono stati premiati i tre scienziati, la cosa ancora più assurda è che non si è mai menzionata Vera Rubin, la grande astronoma che ha scoperto la materia oscura. Che per anni ha meritato il Nobel. E’ morta tre anni fa. E con lei la frase con cui mi piace ricordarla: “La storia delle donne nella scienza non è stata ancora scritta. Perché le donne non hanno ancora imparato ad apprezzare le loro lotte, non sanno festeggiare la loro forza, e quindi comprendere il loro dolore”.

Ps: Tutto confermato anche dal Premio Nobel per la Chimica 2019 attribuito oggi ad una scoperta di cento anni fa (le batterie al litio), e premiati altri tre uomini, due ultrasettantatenni e Goodenough che ne ha 97. Donne totali premiare nella storia: 5 (e di questi 2 in famiglia Curie), dal 1901.

 

Altra cosa. Mi ha intervistato Rai Storia…a breve vi dico quando va in onda (appena me lo comunicano), una bella chiacchierata sulla seconda guerra mondiale, su Heisenberg e Farm Hall, su Lise Meitner, sul Nobel per la chimica del ’45 a Otto Hahn, sulle bombe americane sul Giappone, e tanto altro!

(con “La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall” sullo sfondo)

 

Ho tante belle novità, una riguarda l’ultimo romanzo pubblicato “La leggendaria storia di Heisenberg e dei fisici di Farm Hall …quest’anno faccio tante date nei teatri con lo spettacolo omonimo prodotto dal Teatro Pubblico Ligure …intanto lo presento all’auditorium del Revoltella di Trieste sabato 19 ottobre ore 18, all’interno del Trieste Book Festival, venite? E poi sono in scena al Teatro Sociale di Camogli il 27 novembre, e il 15 e 16 gennaio sono a Trieste al Teatro Miela!!! …e poi altre in giro per l’Italia a breve metto tutte le date sul mio sito (già qualcosa c’è)! Lo presento anche a Book City di Milano il 16 novembre ore 20 al Museo della Scienza…segnatevi le date! Ed uscirà a novembre anche l’audiolibro letto da me!!!

 

 

Attenzione: la data a L’Aquila è saltata, il Festival dove mi avevano invitato non si fa più!

Mentre ci vedremo a Venezia e a Bologna, qui di fianco, nel mio sito, ci sono tutte le prossime date dove trovarmi! Vado anche a Roma a fare un’intervista bella con Rai Storia, poi vi racconto quando vederla.

Poi Rimini, un bell’incontro la mattina in cui discuterò con Odifreddi e Tonelli (il 19 ottobre), e sempre lo stesso giorno, ma alle 18, all’Auditorium del Revoltella di Trieste presento LA LEGGENDARIA STORIA DI HEISENBERG E DEI FISICI DI FARM HALL, all’interno del Trieste Book Festival, come vi ho detto sopra…ci vediamo lì!

 

 

Altra cosa. Vi avevo detto che i biglietti di “Einstein & me” per le date di Milano al Teatro Elfo Puccini sarebbero andate a ruba…ecco la situazione: clicca, dovete affrettarvi a prendere quelli rimasti, ricordatevi le date: dal 14 al 19 aprile 2020. Anche se è 7 mesi prima… (sia la sera sia la mattina, doppia replica ogni giorno…agli insegnanti: prenotate i mattinée per le scuole!)

E poi c’è una bella notizia: il Teatro Vittoria di Roma ha preso il mio nuovo spettacolo “Einstein forever”, le date sono 11 e 12 marzo 2020, sul palco con me ci sarà Marcello Corvino al violino! CLICCA QUI per i biglietti!

(c’è anche qui la possibilità del mattinée per le scuole, chiamate il teatro)

 

Ultima cosa:

  • hanno presentato la stagione al Teatro di Camogli, e porto LA LEGGENDARIA STORIA DI HEISENBERG E DEI FISICI DI FARM HALL in quel teatro così suggestivo, la data è il 27 novembre 2019, segnatevela, chiedete i biglietti, chiamando Il Teatro Pubblico Ligure (anche mattinée per le scuole) clicca qui!

 

 

…non state con chi non vi fa fiorire!

gabriella

 

 

 

 

 

 

 

 

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