Due nuove interviste, sul Fatto e sul Giornale di Vicenza…e io torno a parlare di Schroedinger!

Ciao…due nuove interviste!

Una sul Fatto e una sul Giornale di Vicenza…

Ieri è stato bello farvi il mio monologo su Erwin Schrödinger, uno dei miei fisici quantistici preferiti. In GUIDA QUANTISTICA PER ANTICONFORMISTI, naturalmente, parlo ancora di lui. E tanto di Richard Feynman. Anzi tantissimo. Da martedì il mio nuovo libro vi aspetta in libreria…non vedo l’ora

Per la prima volta ho fatto i firmacopie (e le dediche) sul mio nuovo libro “GUIDA QUANTISTICA PER ANTICONFORMISTI” (clicca)!!!

Martedì in tutte le librerie esce il libro reale…siete pronti???

 

 

 

Ecco le interviste complete…

 

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Qui poi c’è tutta la rassegna uscita per il mio nuovo programma tv -> estratto_LaTeoriadiTutte

E questa è uscita sul Giornale di Vicenza

(in vista della serata a Schio, venerdì)

 

 

 

 

Altre interviste…

 

– Lo spettacolo prende le mosse dal libro “Ucciderò il gatto di Schroedinger”: come mai vuol far fare una fine del genere al povero animale?

E’ il penultimo libro che ho scritto, l’ultimo esce martedì prossimo e lo presenterò in anteprima assoluta a Schio, e ci saranno i primi firmacopie e dediche sui libri proprio a Schio, si chiama “Guida quantistica per anticonformisti”. Entrambi sono per Mondadori.

Per quel che riguarda “Ucciderò il gatto di Schroedinger”, invece, l’idea è stata quella di costruire una storia che ruotasse tutta intorno al gatto più famoso della scienza, perché lo conoscono tutti, e molti lo usano come metafora per raccontare una ambivalenza nella vita. Il gatto di Schroedinger è un esperimento mentale, cioè fattibile solo nel laboratorio del cervello, il gatto nella scatola, secondo Schroedinger, è vivo e morto contemporaneamente finché non si apre la scatola per guardare il suo stato di salute. E’ un esperimento alla base della creazione della teoria quantistica.

– In effetti il fisico viennese è ricordato, tra i non specialisti, quasi solo per l’esperimento mentale con il gatto. L’obiettivo dello spettacolo (e del libro) è di far conoscere invece l’importanza delle sue scoperte?
Sì, perché oggi Erwin Schroedinger è importante per la nostra attualità, è il fisico che ha pensato prima di tutti quello che stiamo vivendo. Ha scritto le sue equazioni che ci stanno cambiando la vita. Il machine learning, i supercomputer quantistici, il teletrasporto, l’entanglement, l’intelligenza artificiale, e tanto altro parte da lui.

– Ho letto in un’intervista che la sua è una sorta di risposta al celebre “Copenhagen” di Frayn: in che senso?
Il mio punto di vista è opposto a Michael Frayn, lui prende le parti di Heisenberg, io di Schroedinger. I filoni di pensiero che hanno fatto nascere la fisica quantistica sono questi due. Nel primo filone c’è anche Niels Bohr e la scuola di Copenaghen, e tantissimi altri. Nel secondo filone, a dar manforte a Schroedinger c’è Einstein e pochi altri.
Tutto per me è nato dalle ricerche su una fotografia. Una splendida foto in bianco e nero, scattata nel 1927, 29 personaggi in posa, 17 erano o sarebbero diventati premi Nobel. Una foto da cui sono ossessionata da una vita, il più grande ritrovo di cervelli della storia. Fin da piccola la vedevo in giro, e nessuno sapeva raccontarmela. Poi mi sono laureata in fisica, con la specializzazione sulla fisica quantistica, e questo foto era sempre negli uffici dei professori più illuminati. Ma non sapevano dirmi cosa pensavano questi uomini in posa, cosa avevano fatto un attimo prima dello scatto o dove avevano cenato subito dopo. Dopo la laurea sono andata a lavorare a Parigi, all’Ecole Polytechnique, il mio capo era Francois Amiranoff. All’ingresso dell’Ecole Polytechnique c’era questa fotografia in BN come gigantografia. La mia ossessione per questa foto stava andando alle stelle. E così mi sono messa a fare ricerche, sono andata a Bruxelles dove è stata scattata la foto, per anni mi sono documentata, e finalmente ho trovato la storia. Ho trovato le parole per raccontarla. E da questa foto ho fatto nascere il mio percorso professionale. Dopo anni di ricerche, dopo tante porte chiuse in faccia, dopo tanti no, finalmente ho trovato la mia strada. Creandomela, da zero, io stessa. Ci ho messo anni, ma ne è valsa la pena.

– I suoi romanzi sono diventati tutti monologhi teatrali: oltre alla parte storica, c’è qualche altro tipo di messaggio che vuole trasmettere al pubblico?
I miei spettacoli e i miei libri sono ricostruzioni storiche accuratissime. Il mio si chiama ‘metodo Greison’: vado sul posto dove sono avvenuti i fatti, faccio ricerche, intervisto le persone legate a quel fatto più da vicino ancora in vita, divoro biografie in tutte le lingue, frequento archivi, centri di ricerca scientifica e poi scrivo la storia. Dopo aver scritto il libro scrivo lo spettacolo o il monologo, e poi studio con registi e attori come metterlo in scena.

– E’ il monologo, a suo parere, il modo più efficace per fare divulgazione scientifica a teatro? Ha mai pensato a qualche messa in scena dei suoi lavori con più interpreti?
Ne ho fatti due con altre persone, oltre a me sul palco. Ho messo in scena il ‘Faust a Copenaghen’, quattro anni fa, con altri 6 attori, oltre a me. E ora c’è “Ucciderò il gatto di Schroedinger” che sul palco con me ha anche Marco Caronna, nei panni di Schroedinger.

– Finalmente anche a teatro si è tornati al 100 per cento della capienza. Come ha vissuto questo lungo periodo di restrizioni?

La vita sono gli incontri. E’ stato un periodo durissimo. La chiusura teatri è stata una devastazione. Come essere umana che ricerca la felicità mi è necessario il teatro. Ho sofferto per l’impossibilità di agire nel mio spazio. Quello che mi sono creata. Quello fatto di facce e di incontri dal vivo. Così si cresce.

– Il pubblico, secondo lei, ha voglia di tornare a teatro? O si è abituato ormai all’alluvione di prodotti in streaming?

Non ci si può assolutamente abituare allo streaming.

– C’è qualche progetto legato al cinema nel suo futuro?

C’è un progetto legato alla figura di Mileva Maric, fisica, prima moglie di Albert Einstein, e madre dei suoi figli. La casa di produzione che mi aveva contattato ora ha rallentato, forse per via della pandemia. Speriamo si faccia vivo qualcun altro. La storia di Mileva Maric Einstein è troppo importante per farla dimenticare. Ci ho scritto un romanzo (“Einstein e io”, Salani editore) e uno spettacolo teatrale omonimo (la voce di Einstein sul palco con me è di Giancarlo Giannini). Questo spettacolo continuo a portarlo a in tour, ovunque me lo chiedano, e lo vedrete in tv, in via del tutto eccezionale, sabato 30 ottobre in prima serata su Rai5, per le celebrazioni dei 100 anni dal Premio Nobel in Fisica di Albert Einstein (data secca, non va su RaiPlay). Ma non basta. Per questa storia serve il cinema. Sul mio sito (www.GreisonAnatomy.com) ho creato una sezione su tutto quello che simboleggia la sua storia.

 

 

 

 

I miei lavori sulla fisica quantistica:

  • Romanzo “L’incredibile cena dei fisici quantistici” -> clicca qui per leggerlo
  • Spettacolo “Monologo Quantistico” -> monologo teatrale, per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com
  • Romanzo “Hotel Copenaghen” -> clicca qui per leggerlo
  • Romanzo “La leggendaria storia di Heisenberg” -> clicca qui per leggerlo
  • Spettacolo “La leggendaria storia di Heisenberg” -> spettacolo teatrale, per ospitarlo chiedi a Teatro Pubblico Ligure che lo produce
  • Podcast “Il cantico dei quanti” -> clicca per ascoltarlo su Audible
  • Saggio “Einstein forever” -> clicca qui per leggerlo (oltre che fisica quantistica, qui racconto anche la relatività)
  • Monologo “Einstein forever” -> monologo teatrale, per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com (oltre che fisica quantistica, qui racconto anche la relatività)
  • Programma tv “Il favoloso mondo della fisica quantistica” -> clicca per guardarlo
  • Romanzo “Ucciderò il gatto di Schroedinger” -> Clicca qui per leggerlo
  • Spettacolo “Ucciderò il gatto di Schroedinger” -> per ospitarlo chiedi a Imarts che lo produce
  • Qui il video in cui parlo del machine learning -> clicca.
  • Libro e monologo “Guida quantistica per anticonformisti” (data uscita 26/10/21) -> per leggerlo clicca qui, per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com

…e una canzone -> cantala qui anche tu!

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Ecco tutti i miei lavori sulle donne della scienza:

  • il libro “Sei donne che hanno cambiato il mondo” pubblicato da Bollati Boringhieri -> leggilo clicca
  • il libro per bambini “Superdonne” pubblicato da Salani -> leggilo clicca
  • il podcast “Le magnifiche della scienza” powered by Intesa Sanpaolo -> ascoltalo clicca
  • il podcast “Le magnifiche della tecnologia” powered by Intesa Sanpaolo -> ascoltalo clicca
  • il libro “Einstein e io” pubblicato da Salani, raccontato in prima persona da Mileva Maric Einstein -> leggilo clicca
  • lo spettacolo teatrale “Einstein & me” di cui sono anche produttrice (oltre che interprete e sceneggiatrice), tratto dal libro “Einstein e io” -> per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com
  • il monologo tratto da “Sei donne che hanno cambiato il mondo” -> per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com
  • il monologo su Marie Curie -> per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com
  • il monologo su Hedy Lamarr -> per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com
  • il podcast “Cara Marie Curie” -> ascoltalo su Audible clicca
  • il TEDxTalks su Lise Meitner -> guardalo clicca
  • programma tv “La teoria di tutte” -> info qui
  • il monologo “Le donne della meccanica quantistica” -> per ospitarlo chiedi preventivo a info@greisonanatomy.com (e ascolta qui un estratto nello speech che ho fatto per il Corriere -> clicca)

 

 

INFO SUGLI SPETTACOLI CHE GIRANO IN TOUR -> CLICCA QUI!

 

 

 

 

 

 

Non state dove o con chi non vi fa fiorire.

gabriella

 

 

 

 

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