La reclusione di Heisenberg nella villa di Farm Hall, e la nostra. Quante affinità ci sono… (e altre cose)

Buona Pasqua a tutti!

E nuovo post. La reclusione di Heisenberg nella villa di Farm Hall, e la nostra. Quante affinità ci sono…

Ciao… vi voglio bene!!!

 

 

Ad un certo punto della nostra reclusione forzata in casa, è uscita da qualche parte la data del 31 luglio 2020 come limite per le misure restrittive che ci vengono imposte, ma nessuno ce l’ha spiegata bene. Mi sono fatta girare nella testa questa data, e mi è venuta in mente una situazione di isolamento coatto che alcuni fisici del XX Secolo avevano vissuto. Si tratta di Farm Hall. Nella villa di Farm Hall, vicino Cambridge, dieci fisici tedeschi in attività vengono rinchiusi dalle autorità inglesi (tra questi Werner Heisenberg, Max Von Laue, Otto Hahn). Vengono presi e portati dentro questa villa, per farli vivere lì. Non gli viene data nessuna spiegazione, e obbligati a vivere chiusi in quella casa. Gli portano cibo, svaghi, gli danno il permesso di stare nel grande giardino, e hanno tutti la loro stanza dove dormire. Non gli dicono il motivo di quella reclusione, e cosa ancora più sconcertante non gli dicono quando sarebbe finita. All’inizio per loro è stato sconvolgente, alternavano stati di crisi con momenti di rabbia, con richieste di spiegazioni, per il resto del tempo hanno fatto una cosa incredibile: si sono adattati. Settimana dopo settimana, mese dopo mese. Piccoli eventi autoprodotti arricchivano le loro giornate, e con quelli andavano avanti.

Quando avevo scritto un libro esattamente su questa reclusione (clicca qui, esiste anche nella versione audiolibro letto da me), avevo pensato fosse incredibile che dieci persone si adattassero ad un isolamento coatto, e ci avevo fantasticato tantissimo; mentre oggi, alla luce di quello che stiamo vivendo noi, non accorgo che la realtà supera l’immaginazione. Le due situazioni sono diverse, certo. Loro erano tedeschi, ed era appena finita la Seconda Guerra Mondiale (soltanto il Giappone resisteva), gli inglesi li avevano portati in quella villa per intercettarli e sapere a che punto fosse il progetto della bomba atomica da parte della Germania; noi, invece, siamo intrappolati in casa da un virus. Ma la cosa che abbiamo in comune con loro è che non sappiamo quando la reclusione finirà, andiamo avanti giorno dopo giorno. Come facevano loro. I tedeschi hanno saputo poi soltanto quando li hanno liberati, e fatti tornare alla vita, che la data di sei mesi era già in testa alle autorità inglesi e americane. Sei mesi è il tempo massimo per privare della propria libertà un individuo. Noi possiamo solo immaginarlo, aggrappandoci ad una notizia che però non ci è stata ancora spiegata.

 

 

(ho raccontato questa storia nella mia rubrica su Repubblica, nell’inserto Scienze, che come tutti gli inserti di Repubblica fino a Giugno non esce più, per tagli editoriali in questo periodo di crisi e coronavirus…)

 

 

 

Come vedete, sono sempre insieme ai miei fisici del XX Secolo…sono i miei amici immaginari, e con loro vivo, penso, ragiono, discuto, litigo…

 

 

 

Poi c’è la mia iniziativa #ChiediAllaFisica che ho creato sul mio sito, sono arrivata a rispondere alle prime 100 domande, me ne mancano circa il doppio e continuano ad aumentare… bravi, continuate a farvi domande, e mandatemele, stiamo creando uno spazio bellissimo!

Ecco il link per leggere domande/risposte -> clicca qui!

Sono sempre più fiera di aver creato questa iniziativa #FaqPhysics dove tutto è #MathFree con l’idea di farvi venire tutte le domande che volete sulla fisica, e io cerco le risposte da darvi… in un questo come questo di #iorestoacasa è il mio contributo all’umanitià (c’è chi canta, chi suona, chi fa fitness, chi fa ridere sui social, io aspetto le vostre domande di fisica… questo so fare!)

E poi tornerò a raccontare storie, appena ce lo permetteranno… intanto qualche video (malgrado la mia pigrizia casalinga) l’ho fatto anch’io, potete trovare i miei video, e le poesie nuove che ho mandato a memoria in questi link:

 

Qui l’ultima intervista che mi hanno fatto -> clicca

Il video per ExpoDubai -> clicca

Il video per RaiNews24 -> clicca

Il video per Italia Chiamò -> clicca

Il video per Teatro Pubblico Ligure -> clicca

Il mio nuovo libro e audiolibro “Einstein forever” -> clicca

Il mio nuovo podcast “Cara Marie Curie…” -> clicca

L’intervista sulla rivista Le Frecce di Trenitalia -> clicca

La mia iniziativa #ChiediAllaFisica -> clicca

 

Poi nei giorni scorsi mi ha intervistato Radio24 e l’intervista andrà in onda domenica 19 aprile alle 8 e 10 del mattino, per una parte, e poi recuperabile per intero su un loro podcast!

 

 

Teniamo duro, finirà!

 

 

Per il resto, ragazzi, io sono qui…nella mia casa nel bosco, sul Passo della Scoffera, dove un tempo passava il Giro d’Italia, e dove ancora prima era sceso Albert Einstein a piedi (proprio davanti a casa mia)…scrivo il mio nuovo libro, penso, amo, e mi dedico al giardino di 450 metri quadri, sto diventando abilissima nel far crescere piante e fiori, una bellissima metafora.

Spero di vedervi presto, mi mancate tantissimo!

Ho i fans più belli del mondo, e sento il vostro affetto su ogni social network, grazie, ne ho tanto bisogno… spero di abbracciarvi tutti presto…

Ecco la foto della targa che ho affisso fuori casa mia, che segna il passaggio di Einstein per queste valli…

(che bello quando qualcuno passa in questa strada e si ferma a leggerla…non vedendo mai nessuno per giorni interi, quando accade, è un evento!)

 

…non state con chi non vi fa fiorire!

gabriella

 

 

 

 

 

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Comments

  • Buonasera Dott.ssa Greison. Sono un “giovane” 67enne. Libero professionista con uno studio di Ingegneria oltre ad essere responsabile di un laboratorio di ricerca sui nuovi materiali. Nonostante la mia età, amo a dismisura il mio lavoro, l’astrofisica e l’astronomia (scrivo, elaboro e tengo corsi gratuiti a giovani ed anche a meno giovani, studenti dell’Università della Terza Età), la sperimentazione e la ricerca nel mio piccolo personale laboratorio a casa e… AMO LEGGERE…intere serate con i libri in mano e le scrivo solo per questa ragione: per dirle GRAZIE. Grazie per i suoi meravigliosi libri (che naturalmente ho tutti). Li leggo, rileggo, sottolineo e ogni volta scopro sempre un qualcosa di più: un termine, una frase, un pensiero. La prego, continui a darci i suoi scritti!
    Grazie, complimenti e mi scusi se mi sono permesso di disturbarla solo per comunicarle il mio semplice ma sincero ringraziamento. Buon lavoro e cordiali saluti.

    matteo
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